Forum TV n° 46

Lunedì, 28 marzo 2011
Il Diaco precario…

Buongiorno Prof. Grasso, venerdì sera mi soffermo, quasi per caso, sul “Maurizio Costanzo Show”, dove si parlava di precariato. Bene: m’interessa, anche perché non mi hanno rinnovato il mio contratto di editor e quindi cadeva a fagiolo, come si suol dire. Il giovane Diaco, spavaldo sostenitore della precarietà, con ghigno sarcastico si scatenava contro quei poveri (Sic!) ragazzi (chi sì e chi non più) che erano stati invitati per dire la loro. Più questi narravano le vicissitudini amare della loro carriera, più il suddetto giornalista vi si accaniva contro con fare da giustizialista pro dolore e fatica a tutti i costi. Esso a più riprese, con fare affranto, ribadiva di essere anche lui stesso a contratto, con una scadenza assai vicina, il 27 maggio; ma alla domanda di quanto guadagnasse nella sua maleddettissima ma ovvia e scontata (apare suo) precarietà, diblava con la coda tra le gambe. Caro sig. Diaco mi creda, la precarietà è da sempre la nostra compagna: ora ci sei, dopo un mese non ci sei più. Fattispecie in certi settori, se vogliamo restare sul lavoro soltanto. Però, mi creda, io baratterei la mia precarietà con la sua, visto che non mi è facile essere precaria in Rai.
Precaria cordialità Simonetta
di Simonetta

Risposta di Aldo Grasso

Costanzo raccoglie con Diaco quello che ha seminato per tutta la vita: il niente. Ma è un niente stabile, confermato, a tempo indeterminato, che fa danni.

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