Musica e libri…

… questo il mio auto-regalo!!! Sono arrivati e me li sto godendo. Che cosa rimane di più nel tempo se non le melodie e le visioni di una buona lettura? Niente e nessuno te li tolgono, sono lì dentro di noi e ci arricchiscono nello scorrere del tempo, della vita che deve essere colorata dall’entusiasmo di artisti che lavorano nell’aria dei pensieri. C’è chi li dipinge, chi li scrive, chi li suona. Io ne approfitto a piene mani, ne ho bisogno. Sono nel mio mondo accompagnata dalla leggera profondità di parole e suoni!!!

Se e come si risponde a una mail…

Mi piace usare le parole di grandi scrittori per augurare le festività che si susseguono nell’anno. Così scelgo le mail dei miei “amici” e invio le poesie. Dalle loro risposte colgo la sintonia che ci “unisce”. Parlo di incontri di pensieri, perché in realtà molti di loro non li conosco di persona ─ e questo mi dispiace molto ─. È incredibile quanto si può capire, dal semplice modo d’interagire con un PC, di una persona, meglio di una personalità. Quelli più sensibili, educati, sinceri, oltre la semplice “ricevuta”, mi comunicano il loro sertirsi amici con belle frasi e punti esclamativi in sequenza. Altri, non si espongono affatto dopo aver cliccato su “Letto”, da cui ne deduco le sensibilità timide o per niente interessati a comunicare. Poi ci sono quelli che manco “Letto”: i peggiori e, guarda caso, sono personaggi con lavori nella comunicazione, nella scrittura e nel giornalismo.

Non dico, rispondere per forza, ma almeno una sana e finta educazione in onore di un lavoro che inevitabilmente è tale perché si esercita “per” gli altri… una società sempre più finta e mascherata di falsi maestri. Peccato, perché saranno famosi, ma per quanto?

L’abete di Gianni Rodari

Chi abita sull’abete

tra i doni e le comete?

C’è un Babbo Natale

alto quanto un ditale.

Ci sono i sette nani,

gli indiani,

i marziani.

Ci ha fatto il suo nido

perfino Mignolino.

C’è posto per tutti,

per tutti, c’è un lumino

e tanta pace per chi la vuole,

per chi sa che la pace

scalda anche più del sole.

Gianni Rodari

I poeti lavorano di notte di Alda Merini

I poeti lavorano di notte
quando il tempo non urge su di loro,
quando tace il rumore della folla
e termina il linciaggio delle ore.
I poeti lavorano nel buio come falchi notturni od usignoli
dal dolcissimo canto e temono di offendere Iddio.
Ma i poeti, nel loro silenzio fanno ben più rumore
di una dorata cupola di stelle.
(da “Destinati a morire”)