Forum TV n° 62

Lunedì, 12 marzo 2012


Fabio, un applauso val bene un ricordo per Lucia


Gent.mo Prof. Grasso,
sono allibita di fronte alla freddezza con cui il buon Fazio non ha salutato la voce femminile del Quartetto cetra. Certo l’eleganza del gruppo e la loro perenne delicatezza non incidono fuori e dentro lo schermo. Certo non c’erano messaggi di particolare rilievo finto morale dietro la bella musica che ha accompagnato me e il mio coetaneo Fabio. Certo non ci sono stati professori a edulcolare, sebbene magnificamente, la poesia che suonava la voce di Lucia. Nulla di questo. Perciò tre secondi di batter di mani, non avrebbe scompigliato il sabato di Fazio. A volte il dire poco è peggio che non dire nulla.
Un saluto a Lucia.
Delusa cordialità
Simonetta

L’assetato di Octavio Paz

Per trovarmi, Poesia,
mi cercai in te:
stella d’acqua che si sfalda,
l’essere mio s’annegò.
Per cercarti, Poesia,
feci naufragio in me.

Poi presi a cercarti, per
fuggire da me:
oh quel folto di riflessi
in cui mi perdei!
E quando feci ritorno
quello che trovai fu

lo stesso volto perduto
nella stessa nudità,
le stesse acque specchianti
alle quali non berrò
e alle sponde dello specchio
me stesso morto di sete.

Traduzione di Francesco Tentori Montalto

Forum TV n° 61

Venerdì, 2 marzo 2012

 Lucio Dalla, un concerto, Rai 5.

Gent.mo Prof. Grasso,
con Lucio Dalla se ne va la maliconica freschezza e la dolce melodia dei miei quindici anni. Anni in cui era possibile tutto in una Nazione “normale” e attiva. Già da un po’ nel mio blog ricordavo i versi di Lucio sottolineandone la contemporaneità e la lungimiranza impressionante… “c’è chi ha messo dei sacchi di sabbia alla finestra…”. Così, ieri è partito un pezzo della mia giovinezza e ringrazio Rai 5 che ha onorato il grande cantautore, pensi un po’, mandando in onda un concerto.
La cosa più naturale nell’omaggiare un cantante è fare ascoltare la sua musica: telecamera per Lucio, il bassista e gli altri componenti del gruppo. Pubblico quieto sugli spalti testimone del passaggio dagli anni Ottanta verso i Novanta, con ingenua solennità, senza eccessi insignificanti, solo ascoltava. In silenzio, tutti, solo le note, gli accordi e l’armonia che lasciavano spaziare la mente in quei mondi e atmosfere di blu, mare, sogni, danze, uomini. Lui, minuscolo nella sua grandezza, riempiva l’aria intorno senza lustrini e orpelli ingombranti e scenografie allarmanti.
Un cantante, la sua musica; un poeta, i suoi versi.
Cordialità
Simonetta

La montagna è la mia vita di Enrico Marzetti, ed. il Ciliegio.

Questa è la copertina del nuovo libro di Enrico Marzetti. La voglia di natura e di vivere è ciò che prova l’autore stesso: grande esempio di forza di volontà. Dai suoi anni difficili legati alla tossicodipendenza, Enrico ne esce rinnovato e scrive tantissimo per portare la sua lotta, come esempio, di fronte ai lettori. Studia molto e dalle sue parole germogliano speranza e sapere per divulgare, anche su ampie basi scientifiche, la sua amara esperienza. Ne emerge una riflessione profonda della nostra società che non lascerà nessuno indifferente.

Simonetta