Forum TV n° 61

Venerdì, 2 marzo 2012

 Lucio Dalla, un concerto, Rai 5.

Gent.mo Prof. Grasso,
con Lucio Dalla se ne va la maliconica freschezza e la dolce melodia dei miei quindici anni. Anni in cui era possibile tutto in una Nazione “normale” e attiva. Già da un po’ nel mio blog ricordavo i versi di Lucio sottolineandone la contemporaneità e la lungimiranza impressionante… “c’è chi ha messo dei sacchi di sabbia alla finestra…”. Così, ieri è partito un pezzo della mia giovinezza e ringrazio Rai 5 che ha onorato il grande cantautore, pensi un po’, mandando in onda un concerto.
La cosa più naturale nell’omaggiare un cantante è fare ascoltare la sua musica: telecamera per Lucio, il bassista e gli altri componenti del gruppo. Pubblico quieto sugli spalti testimone del passaggio dagli anni Ottanta verso i Novanta, con ingenua solennità, senza eccessi insignificanti, solo ascoltava. In silenzio, tutti, solo le note, gli accordi e l’armonia che lasciavano spaziare la mente in quei mondi e atmosfere di blu, mare, sogni, danze, uomini. Lui, minuscolo nella sua grandezza, riempiva l’aria intorno senza lustrini e orpelli ingombranti e scenografie allarmanti.
Un cantante, la sua musica; un poeta, i suoi versi.
Cordialità
Simonetta

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3 thoughts on “Forum TV n° 61

  1. Quale allegria. Un brano che ha accompagnato un periodo molto intenso della mia vita.
    Ma anche gli altri brani hanno accompagnato le nostre gite, le serate al mare, le cantate in auto tra amici quando andare in giro a zonzo era stare bene, in compagnia e bastava poco per fare gruppo, per scaldare il cuore, per ridere e passare la domenica pomeriggio senza annoiarsi, e senza aver bisogno di soldi o cose. Lucio Dalla ha cantato l’amore nella sua forma più semplice e più di strada, mai sdolcinata, anzi con quel fondo di tristezza e di realtà quotidiana, metropolitana o di periferia che in parte è sfondo di ogni storia d’amore, di quando è passato il tempo delle nuvolette rosa. Se ne sono andati Fabrizio de Andrè, Lucio Battisti, Giorgio Gaber e anche lui. Quattro grandi, diversi ma in un certo senso uguali, che hanno accompagnato, fatto cantare, discutere e commuovere quante generazioni? tre? quattro? Scusate se è poco. Non ho seguito la cronoca televisiva in questi giorni anzi in verità la seguo poco in generale e mi fa piacere leggere dell’assenza di enfasi e pomposità. I grandi non ne hanno bisogno, come ben dici tu.

  2. Ciao Celeste, poco tempo fa mi ero soffermata su una o più, non ricordo, canzoni di Lucio. Sono sempre con me, ovunque. Sono state pensieri sonori della mia vita di ieri o ieri l’altro. Lucio e altri non ci sono più ma quando tra la gente che li ricorda viene detta, sussurrata, o solo sfiorata la parola “poesia”, Lucio e gli altri non sono morti: vivono in noi.

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