FINE.

Fine è una parola che non ha bisogno di tanti sinonimi. Fine e basta. Poi ce ne sono altre di parole che, nero su bianco, spiegano pochissimo di quella “fine” ma che trafiggono come una lancia.

Fine.

A nulla serve la buona volontà che ha sbandato una sola volta. Fine.

Il mondo è questo.

Ma il sinonimo lo trovo io. Vado e andrò avanti anche in un giorno cupo tra il sole e freddo tra il caldo. Tutti possiamo sbagliare perché è umano. Non è umano non capire l’altrui persona che ha fatto e, soprattuto, avrebbe fatto molto di più se compresa in frangenti di fragilità. La fragilità è innata o dovuta a contingenze che di certo non si cercano ma che ti arrivano a secchiate nella vita di tutti i giorni. Evidentemente c’è chi non sbaglia mai.

 

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13 thoughts on “FINE.

  1. Oh, come comprendo bene ciò che dici. Soprattutto lo dici molto bene. Si percepisce che ogni parola è soppesata ed è al posto giusto.
    La vita è questa: con i bassi e gli alti, la tristezza e la gioia.
    Gli altri non si possono cambiare. E’ giusto che sia così anche se dirlo e comprederlo intimamente non è scontato.
    Tanti abbracci Simonetta e … tanti sorrisi
    Pinuccia

  2. C’è un solo “fine” definitivo, per quella che è stata la mia vita fino a qua, ed è una parola gelata: le sillabe gelano non appena si pronunciano. Ma io associo il gelo alla parola FINE. Ma la parola FINE puo’ segnare anche un inizio. Alla fine di un capitolo corrisponde l’inizio di un altro. Il sole che si cala nel mare al tramonto segna la Fine di una giornata ma è gravido del Domani. Non so quale sia il sapore del “tuo” personale Fine. Naturalmente ti auguro che escluda chi “non sbaglia mai”. Perchè non esiste chi non sbaglia mai, anche perchè non c’è un “fare perfetto” . Un abbraccio.

  3. Ciao Celeste, ho vissuto tante conclusioni e mi sono sempre ripresa come il sole che sorge tutti i giorni. Questa volta il mio sguardo supera l’ostacolo imminente per scontrarsi con una realtà fatta di sfruttamento e di superbia. Le armi sono affilate e trafiggono la vita di chi si impegna e desidera umanità nelle cose che fa. La FINE ci sta davvero bene per non aver accanto chi non vuol sentire la verità.

  4. Certo. Ci sono porte che chiudiamo definitivamente specie quando dall’altra parte c’è chi appunto adopera, sfrutta, usa per buttare via quando non serve. Scrivo tutto senza nulla sapere perchè conosco un pochino questa sensazione. E’ parcheggiato, da ieri, un post, in controluce, che parla proprio di questo. Non sono ancora sicura di pubblicarlo, ma te lo mando volentieri via e mail. Forse in questo periodo sentiamo gli stessi.. odori.
    Un abbraccio e tanti tantissimi auguri

  5. C’è una cosa che ho notato in questi giorni, almeno nel mio entourage: c’è come una recrudescenza di persone che si comporta come se nella vita sia normale avere un atteggiamento arrogante. Pazienza quando questi comportamenti feriscono gli adulti, ma quando sono i ragazzi vittime di tali angherie non mi va proprio.
    Poi, mi dico, che comunque ci si deve fare le ossa o gli gli anticorpi che dir si voglia , e allora è anche giusto che si abbia a che fare con comportamenti poco edificanti magari di persone che predicano la solidarietà, la benevolenza, la comprensione.
    Ci si deve dare del tempo per lenire le ferite, poi magari si guarisce anche. Penso sia importante non lasciarsi indurire il cuore da tali esperienze e imparre l’arte della cautela.
    Ciò non toglie che personalmente cantonate ne prenda ancora tante, nonostante l’età e i buoni propositi.
    Abbracci
    Pinuccia

  6. Vedi Pinuccia funziona così, parlo del lavoro ma da estendere ovunque si voglia:
    devi impegnarti senza orari, senza diritti, con un compenso pari a un paio di scarpette da ginnastica;
    non ci sono contratti, gli strumenti sono i tuoi, i consumi a carico tuo.
    Chiaramente si cerca un altro lavoro che ti permette di pagare le bollette e il telefono, con tutti i meccanismi e i rapporti di un altro impegno egualmente serio.
    I guadagni restano minimi tanto da non poter essere indipendante negli spostamenti e nella vita quotidiana.
    La salute ingrassa con te fino a che il sangue non circola bene.
    I risultati da ottimi diventano deprecabili.
    Non ti vengono chieste spiegazioni ma con arroganza vieni depennata dalla lista dei collaboratori.
    Addio la serietà e l’onestà intellettuale che da più parti ti giunge riconosciuta a piene mani già da molto tempo: hai sbagliato, fuori!
    Poi non importa che sta dando la caccia al tuo inquilino che da dicembre non ti paga la locazione e il condominio: questi sono dettagli che devi risolvere pagando un avvocato.
    Poi, tutti a lavarsi la coscienza con un euro di beneficienza… non mi sembra la strada per il Paradiso!

  7. Mio papà, nato oltre un secolo fa, raccontava che all’epoca di soldi in casa non ce n’erano mai e ci si aggiustava andando a lavorare in giornata in campagna. Un ragazzo molto giovane e molto povero che faceva parte di una di quelle squadre di lavoratori , durante la pausa pranzo, si era permesso di mangiare una fetta di pane in più. E’ stato mandato via su due piedi: per una fetta di pane!
    L’arroganza c’è da sempre. Non è consolatorio per nulla. Forse ci raccontiamo che noi
    ( dai ,mi ci metto anch’io! ) persone sensibili siamo migliori. Noi siamo fatti così, siamo diversi. Non ce la faremmo mai a comportarci in un altro modo, non è nella nostra natura.
    Ma, come ho scritto più su, umiliare un ragazzino più sensibile dei suoi compagni davanti agli altri lo trovo indegno. Soprattutto se chi lo fa pensa di essere un furbo . Spiegare ad un ragazzino come vanno le cose non è facile. Ci si prova, e ci si augura, che nonostante tutte le brutture non perda il vizio di essere diverso, consapevole e orgoglioso di essere diverso.
    Pinuccia

  8. Capisco Simonetta, credo molto bene, per esperienza diretta. Finché dai 150 su 100 (rigorosamente gratis, ovvio…) fai il tuo lavoro. Semplicemente. Quando poi per svariate ragioni, magari anche indipendenti dalla volontà, dai un po’ meno, allora sei in difetto. Non è che PRIMA eri in eccesso. Ma va!!! Sei in difetto DOPO. Morale: meno gli altri si aspettano da te, più sei premiata quando dai …. È così, nel lavoro come nella vita.
    In quanto all’arroganza bè … io non mi ci voglio abituare e continuerò a combatterla. Però l’ho sempre fatto con le parole, cercando di spiegare. Ora sto imparando a farlo con i fatti. Ti assicuro che veine meglio. è molto più eloquente un rifiuto dimostrato di tante parole.
    Purtroppo gli arroganti si meritano questo. Dallo stupore che ne segue arriverà, se non rispetto vero, minor invasione di confini.
    In questo momento storico, economico e sociale, putroppo c’è sempre chi venderà i propri occhi, tempo e competenza, per conquistare le scarpette da ginnastica: per la serie : molliamo noi ce ne sono altri mille. A discapito della qualità e della professionalità che a quanto sembra non interessa più a nessuno. Conta il profitto, l’utile. Ma … fino a quando? Non si può prendere in giro il prossimo all’infinito. E allora.. aspettiamo al varco. Gli arroganti abbasseranno la testa. Spero ci riscatteranno i nostri figli. Noi no, ma forse loro sì.Forse.

  9. Pinuccia, confermo. Non ce la facciamo ad essere diversi. Però si può imparare. Dopo il primo NO gli altri diventano più facili. Non cambieremo dentro. non lo possiamo fare, si sa. Mio padre diceva che chi nasce tondo non muore quadrato.
    Ma …. ma …. un filo si impara. E’ una questione di sopravvivenza, a volte. E anche di autostima. Mai come in questi anni si deve ahimè scendere a compromessi, ma cé un limite a tutto….
    E no, spiegare ad un ragazzino sensibile che è un privilegio non possedere l’arroganza di chi si crede furbo e forte non è affatto facile, perché quest’ultimo appare, ovviamente, vincente.
    E certe volte … lo è, vincente. Ovviamente per quello che sono i dis-valori di questo tempo.
    Difficile …. Già. Molto difficile. Ma non impsosibile. Forza nonna!

  10. Ciao ragazze,
    mi sto riprendendo pian pianino e vorrei sottolineare che cedere all’arroganza non è piacevole. Ma io sono grandicella e qualche volta ne sprigiono un pochino per non farmi seppellire. Quindi occorre far capire al ragazzino le situazioni in cui è meglio sorridere e andare oltre e poi le altre, quelle in cui è lecito usare l’intelligenza per far digerire l’arroganza altrui. Chiaramente è molto difficile, ma bisogna provarci per non soccombere alla prepotenza che ultimamente cela l’ignoranza più distruttiva che mai.

  11. Sai cosa ho detto alla ragazzina in questione? Che le cose vanno fatte sempre per bene, nel modo migliore in cui siamo capaci di farle. Poi a volte rimangano bene, altre volte meno. Pazienza. Ci si riprova. E che le persone che sono arroganti e propotenti lo fanno perchè valgono poco e che l’atteggiamento che mettono in pratica è l’unico che conoscono per restare a galla.
    Si da anche il caso che tali persone tante volte non solo sono quelle che detengono il potere,è che lo esercitano nell’unico modo in cui sono capaci di farlo perchè non hanno neanche la fantasia di pensare che ci possono essere altre alternative. L’importante è non farsi schiacciare. Si resta un po’ amaccati, come dopo una caduta dalla bicicletta in una discesa scoscesa. Ma ci si fanno le ossa e la volta sucessiva si impara ad usare più cautela.
    Una piccola nota: la famiglia di quel signore che quasi un secolo fa ha mandato via quel ragazzo perchè aveva mangiato una fetta di pane in più, ora, non dico che è sul lastrico, ma si è quasi mangiata tutto. E’ poco consolante ma le cose a volte vanno così, basta dare tempo al tempo.
    Abbracci Simonetta
    Pinuccia

  12. Vero, la vita è una ruota che gira!
    Forse un po’ gira anche a me: sai Pinuccia, per la prima volta in vita mia, sono felice di aver perso il lavoro. Lo dico con sincerità: non ne potevo più di quell’arroganza che mi veniva elargita a cento euro mensili. Sono contenta di essermi riappropriata della mia vita…

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