La gentilezza in un semplice grazie.

Simonetta,
Thank you very much for taking the time and trouble to write to me. The response from Internazionale readers has been
extraordinary. I know now how to write a book quickly – get Internazionale readers to write it for you!

I wish you a very happy Christmas,
David

Così mi ha detto grazie David Randall, giornalista britannico, quando gli ho inviato una citazione di Indro Montanelli da aggiungere al suo libro in lavorazione. Su Internazionale aveva chiesto di poter avere qualche frase incisiva dei migliori giornalisti della propria nazione. Aveva aggiunto di aver bisogno di citazioni specialmente di giornalisti italiani. Ho immediatamente colto l’appello e gli ho inviato una frase esemplare di Montanelli ─ il compito è stato arduo poter selezionare una sola citazione ─. Poi, ecco le cinque righe a testimoniare che chi fa questo lavoro davvero ha la voglia di relazionarsi con tutti, declinando democraticamente la passione per la comunicazione. Chi scrive ha da qualche parte nascosta la voglia di emergere: essere letti è come essere ascoltati. La tua voce ha la possibilità di urlare in silenzio a tantissimi lettori fino a entrare a far parte di un loro pezzettino di pensiero. Quando vieni poi letto e ringraziato da chi è più grande e bravo, è una grande gioia che ti ripaga dell’immenso lavoro che quotidiamente metti nello studio continuo e approfondito per il tuo lavoro.

Simonetta

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Dubbi su Facebook…

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Come sanno i miei amici che mi seguono qui in questo spazio virtuale, da un anno mezzo mi sono iscritta su Facebook. Il mio blog ne ha risentito molto, visto il quasi immeritato abbandono che gli ho dedicato.

Tuttavia devo ammettere che alcuni dubbi si sono affacciati alla mia finestra aperta al mondo dei social. Giorno dopo giorno mi accorgo di non aver tempo per le cose che amo davvero.

Parlandone per caso con mio cugino Michele, lo vedo tirar fuori dal portafoglio un pezzetto di giornale, ben piegato se pur evidentemente strappato con le mani da un quotidiano. Me lo porge per leggerlo e per farmi riflettere sulle parole di Michele Serra, confessando apertamente di aver risposto così a chiunque lo interrogasse sul motivo per cui non avesse mai aperto un profilo su Facebook. Ha confessato apertamente di non trovare mai le parole giuste per spiegarlo e si avvale spudoratamente delle motivazioni più autorevoli e fluide del noto giornalista.

Io le ho ritrovate nell’archivio de la Repubblica e le offro a chi passa di qua con gli stessi dubbi che mi stanno montando in testa… buona lettura!!!

Simonetta

L’AMACA
Mi chiedono perché non sono su Twitter, perché non sono su Facebook, e me lo chiedono con una vena di divertita commiserazione. Eppure la risposta è facile: già mi sembra di scrivere troppo, e dubito di saper governare come dovrei e vorrei le parole che produco. Non vedo perché dovrei ulteriormente inflazionare quel “me pubblico” che già sospetto inflazionato. Mi manca il silenzio, non ulteriori parole.

Aggiungo che mi confonde, sui social-network, il non chiaro confine tra privato e pubblico, tra la ciancia amichevole, che è svagata e può concedersi anche la sbracatura, l’approssimazione, e la parola pubblica, che invece considero (per rispetto degli altri e di me stesso) impegnativa, meditata. Può darsi che io non abbia capito, come spesso mi rimproverano, “che cosa sono”i social-network, a cosa servono. Ma mi capita di leggere, poi, tweet di colleghi giornalisti, firme rispettate e di solida cultura, che mi paiono- scusate il latinismo- cazzate spaventose. Ne dico tante, ma a cena con gli amici, o al bar, insomma in privato. Se il network è “social”, è piazza, allora ogni tweet merita la stessa attenzione e fatica che si dedica a un editoriale. A casa si sta in ciabatte, ma per uscire si mettono le scarpe. Possibilmente pulite.

MICHELE SERRA, da la Repubblica del 18 dicembre 2012

 

Il mio “Microgiallo” è anche su IBS!!!

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Alla copertina dell’antologia ho inserito il link che porta dritto dritto al sito di IBS. Lì si può acquistare il libro.

La raccolta comprende tutti i “micro” gialli e racconti selezionati dalla casa editrice L’Erudita.

Era stato scelto un incipit e ci si poteva cimentare a raccontare una storia in 2000 battute, spazi compresi.

Buona lettura!!!

Simonetta

Forum TV n° 69

Lunedì, 10 dicembre 2012

Le lezioni del Prof. Amato.

Gent.mo Prof. Grasso, anche ieri ho seguito la lezione di Giuliano Amato ne “Se una farfalla batte le ali…” su Rai3, verso le tredici. La puntata di ieri era dedicata alla situazione odierna dell’India con numerosi riferimenti storici. Certo l’ambiente non è un’aula universitaria, come meriterebbe il linguaggio di un docente, ma saloni e corridoi di un’autentica bellezza e autorità. Nulla è perfetto, figuriamoci andar a sottilizzare un esperimento televisivo di alto livello in un così alto degrato culturale espanso in tutti i settori! Quindi desidero soffermarmi sui contenuti che vengono spiegati dal Professore. Davanti a cospicui appunti, libri e documenti Giuliano Amato si fa insegnante e diretto testimone dei cambiamenti sociali-culturali-economici dei grandi Paesi già pienamente assorbiti nel loro incessante sviluppo. Ne delinea gli aspetti più profondi, analizzando i processi dell’evoluzione che ci toccano sempre e costantemente più da vicino, presentandoci gli usi e costumi di realtà affato distanti. Al termine della spiegazione ne usciamo arricchiti di nuove consapevolezze e senzo critico, come se ci avessero presentato una nuova compagnia, nuovi colleghi, nuovi amici. Nel comprendere la cultura di un’altra società, sicuramnte ex terzo-mondo, subito si possono fare i confronti con la nostra difficile realtà sperando solo che tanti altri, come la mia famiglia, si sintonizzino dinanzi all’ennesimo maestro, che s’impegna davvero seriamente a fare il suo lavoro. I ritmi sono proprio quelli della lezione che si tiene in qualsiasi facoltà universtitaria, che ha avuto la fortuna di avere un docente di prestigio. Non occorre guardare lo schermo, basta ascoltare e farsi accompagnare dalla narrazione della storia che percorre gli anni con parole semplici e coninui rimandi delle innumerevoli esperienze del fine dicitore. Tra battute estrapolate nei vari incontri in cui Amato ha partecipato nei suoi ruoli istituzionali, foto e filmati d’archivio, storia ed economia ci sembrano più accessibili e compagne di viaggio. Non ci piovono dall’alto per non farsi capire, ma le ritroviamo accanto a noi serene, che ci guidano verso la dovuta comprensione. Cordialità Simonetta

Il “Microgiallo” sta per uscire!!!

Qualche giorno fa la Casa editrice L’Erudita mi ha informato… che l’antologia “Micro” uscirà in questi giorni per L’Erudita, nella collana L’Estroversa dedicata ad antologie con autori vari. Il volume sarà presentato l’11 dicembre alle 18 presso il locale Foollyk di Roma (Vicolo della Fontana, 1) nel corso di una serata dedicate alle iniziative de L’Erudita. Se non si può partecipare alla serata è possibile  ordinare l’antologia a questo stesso indirizzo di posta elettronica , concorsi@lerudita.com, ed effettuare un pagamento tramite bonifico…

Un saluto

Simonetta

Per ulteriori informazioni:

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