Dubbi su Facebook…

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Come sanno i miei amici che mi seguono qui in questo spazio virtuale, da un anno mezzo mi sono iscritta su Facebook. Il mio blog ne ha risentito molto, visto il quasi immeritato abbandono che gli ho dedicato.

Tuttavia devo ammettere che alcuni dubbi si sono affacciati alla mia finestra aperta al mondo dei social. Giorno dopo giorno mi accorgo di non aver tempo per le cose che amo davvero.

Parlandone per caso con mio cugino Michele, lo vedo tirar fuori dal portafoglio un pezzetto di giornale, ben piegato se pur evidentemente strappato con le mani da un quotidiano. Me lo porge per leggerlo e per farmi riflettere sulle parole di Michele Serra, confessando apertamente di aver risposto così a chiunque lo interrogasse sul motivo per cui non avesse mai aperto un profilo su Facebook. Ha confessato apertamente di non trovare mai le parole giuste per spiegarlo e si avvale spudoratamente delle motivazioni più autorevoli e fluide del noto giornalista.

Io le ho ritrovate nell’archivio de la Repubblica e le offro a chi passa di qua con gli stessi dubbi che mi stanno montando in testa… buona lettura!!!

Simonetta

L’AMACA
Mi chiedono perché non sono su Twitter, perché non sono su Facebook, e me lo chiedono con una vena di divertita commiserazione. Eppure la risposta è facile: già mi sembra di scrivere troppo, e dubito di saper governare come dovrei e vorrei le parole che produco. Non vedo perché dovrei ulteriormente inflazionare quel “me pubblico” che già sospetto inflazionato. Mi manca il silenzio, non ulteriori parole.

Aggiungo che mi confonde, sui social-network, il non chiaro confine tra privato e pubblico, tra la ciancia amichevole, che è svagata e può concedersi anche la sbracatura, l’approssimazione, e la parola pubblica, che invece considero (per rispetto degli altri e di me stesso) impegnativa, meditata. Può darsi che io non abbia capito, come spesso mi rimproverano, “che cosa sono”i social-network, a cosa servono. Ma mi capita di leggere, poi, tweet di colleghi giornalisti, firme rispettate e di solida cultura, che mi paiono- scusate il latinismo- cazzate spaventose. Ne dico tante, ma a cena con gli amici, o al bar, insomma in privato. Se il network è “social”, è piazza, allora ogni tweet merita la stessa attenzione e fatica che si dedica a un editoriale. A casa si sta in ciabatte, ma per uscire si mettono le scarpe. Possibilmente pulite.

MICHELE SERRA, da la Repubblica del 18 dicembre 2012

 

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3 thoughts on “Dubbi su Facebook…

  1. Molto interessante questa riflessione di Michele Serra e devo dire che mi ci ritrovo. Non sono mai stata su FB nè altri SN. La mia esperienza in FB è durata una setitmana circa e non ho trovato nulla di che se non una dispersione di tempo, che avrei sottratto per esempio alle cose che amo maggiormente. Ma anche questo, come sempre, è un fatto di scelte, di necessità e di aspettative oltre che di necessità. Non ho mai puntato il dito contro i SN in genere, semplicemente a me non interessano e non servono. Certo, ho una mia idea, un giudizio anche oggettivo, è naturale che io lo abbia e penso che come per tutte le cose comprendano il bene come il male. Scrivvi qualcosa tempo fa sul mio blog: dovrei rispolverarlo per capire se ora la penso come allora. Lo faro’. E’ sempre un tema molto interessante e attuale piu’ che mai. Intento grazie per aver condivisio questo punto di vista. Mi sa che prossimamente te lo copio incollo e vediamo cosa ne esce. Posso?
    🙂
    un caro saluto, Simonetta.

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