Forum TV n° 73

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Mercoledì, 27 febbraio 2013

I Kennedy – Storia di una famiglia.

Gent.mo Prof. Grasso, ho appena visto su Sky Arte un documentario “I Kennedy – Storia di una famiglia”. Ne sono rimasta incantata. La storia quando è narrata in questo modo mi rapisce per indurmi a studiare le parole e i visi che le immagini propongono. Gli eventi sono stati raccontati dal punto di vista dei bambini del Presidente e dei suoi fratelli. Sì, la discendenza è stata declinata al maschile, perché il nome ha portato con sé un destino incollato ai suoi rappresentanti uomini: sono loro soltano i più forti e i depositari del potere della famiglia. Vista e letta migliaia di volte la saga della famiglia Kennedy è sempre un pilastro della storia recente degli USA e delle nostre vite. Forse, rivissuta in questi giorni di elezioni, mi fa più riflettere in una politica che aveva sogni e cercava speranze per realizzarle davveo. I retroscena hanno poi disilluso, ma che importa. Loro usavano espressioni e vocaoli profondi e sentiti. Partecipavano e si donavano all’onda di quelle mani alzate verso di loro. Il bianco e il nero o i colori pastello, non so, ma io sono nata in quegli stessi anni e ne sento alta l’eco in me. Non ho mai saputo spiegarmelo. E chi ha visto questo documentario, forse, ha sognato un poco. Democratica cordialità Simonetta

Al voto, al voto!!!

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Fino a qualche tempo fa non volevo andare a votare. Ero convinta che la mia assenza avesse un peso importante e che il mio non esserci fosse una eco forte e vibrante di monito a chi ha governato in modo indegno fino a portarci oltre la catastrofe.

Ho meditato a lungo perché della politica e dello studio della società ne ho fatto la base della mia formazione culturale. Non a caso ho scelto di laurearmi in Scienze politiche. Ringrazio i miei docenti che  mi hanno insegnato a volare alto sopra i luoghi comuni e al di là della superficialità. Luoghi solenni in cui a volte mi perdo e cerco di ritornare in terra con un bagaglio di valori indelebili. Quei valori che già avevo dentro di me e nei quali credo ancor di più, ora dopo ora.

Credo nella pace, interiore, ma soprattutto tra i popoli e le persone. La guerra è il retaggio del nostro DNA preistorico e quindi non sono così ingenua da pensare che non ci saranno più conflitti, lasciatemi un sogno! Non mi piace neanche il linguaggio guerresco di alcuni mass madia, figurarsi le armi, il sangue, la morte.

Il dialogo è la nostra spada e scudo insieme, con il confronto delle posizioni si cresce e ci si educa a vicenda.

La morte è anche dei nostri cuori e intelligenze che ci ha resi tabula rasa dove alcuni personaggi credono di dipingersi sopra ciò che desiderano.

Desidero un mondo in cui esci di casa e trovi un  sorriso che dice buongiorno e poi ognuno percorre la propria strada a testa alta.

Merito e onestà siano i pilastri di una civiltà che in un secolo si è evoluta tecnologicamente, senza tuttavia progredire intellettualmente allo stesso modo.

Il mondo è la casa comune che ci ospita, rispettiamo chiunque calpesti o sorga dalla terra.

L’egoismo è la malattia di cui non esiste cura o antidoto, basterebbe solo un minimo di consapevolezza per porgere la mano verso chi soffre o chi semplicemente necessita di una parola.

Nulla. Pian piano si stanno sgretolando tutti i tasselli sui quali ci siamo adagiati. Vince il menefreghismo, l’alterigia, lo sguardo che scorre dal basso verso l’alto.

Non siamo rocce di diamante, siamo vulnerabili… umanamente vulnerabili. Mai come ora un danno che io compio contro chiunque si ripercuoterà a onde concentriche nel tessuto sociale che ci circonda.

L’enorme possibilità che ci stanno offrendo i mezzi di comunicazione utilizziamola per diffondere la volontà di crescere tutti insieme e di venirci incontro. Eppure siamo animali l’un contro l’altro.

Ed ecco tutti a urlare senza memoria storica, annullando i secoli di storia che ci precedono, ricchi di sapienza e civiltà e i diritti che l’uomo ha avuto la capacità di cucirsi addosso e fissare in pergamene sporche di sangue di martiri.

Io soffro tanto perché devo difendermi dalle piccole e grandi angherie che tutte le persone subiscono ogni giorno. Sto perdendo le speranze per un lavoro, per una sanità degna, per una legge che ci protegga, per un’educazione civica caduta nel buio…

Oggi pomeriggio andrò a votare. Spero di resistere e di mettere una croce in quel simbolo che non amo per niente e in cui non credo affatto. So che devo votare in memoria di chi è morto per darmi la possibilità di recarmi a un seggio elettorale liberamente. Trascinerò i piedi come se dovessi andare dal dentista o peggio.

Guarderò quelle figurine e vi metterò sopra la maschera infantile e geniale di Totò, sorriderò un po’ e non sarò felice di aver fatto il mio dovere.

Simonetta

Ritrovarsi

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Parole e occhi, parole per raccontarsi, occhi per guardarsi. Anni, molti e troppi, sfumano e si annullano. La vita si racchiude in due mani. Due vite si ritrovano. Una carezza sfiora il cuore; il respiro zoppica; le gambe corrono da ferme. Una lacrima scioglie i muri. Ti voglio sempre bene. Da ieri, penso ai miracoli.

Forum TV n° 72

Lunedì, 4 febbraio 2013

Caro Fabio, vogliamoci tanto bene.

Buongiorno Gent.mo Prof. Grasso, sono ancora immersa nella melliflua e densa atmosfera di ieri sera da Fabio Fazio. Da ormai tanto tempo una trasmissione televisiva non mi induceva bontà e buon senso a piene mani. Ho visto scorrere il vivere quotidano come un film, in cui un vispo figlio di De Sica sembrava il padre Vittorio, reincarnato e aristocratico, amabilissimo Conte. Ho ascoltato due imprenditori italiani elaborare ragionamenti come li faccio io, mio marito e i suoi colleghi, impreditori allo stesso modo. Il tutto introdotto da una Nannini graffiante e sincera da vera toscana. Artista e portatrice di messaggio politico e ricco di civiltà. Insomma tutto “intonato” al vogliamoci bene, stiamo vicini, la pensiamo allo stesso modo. Persino la Lucianina è stata rassicurante insistendo sulle piccole perversioni maschili… Mi son detta che allora non sono sola, che forse forse ci sono ancora persone che vedono l’Italia come la vedo io: investire sulla cultura, turismo e lavoro artigianale. C’è dunque speranza, c’è ancora materia grigia che non si è scolorita dopo lo choc del Cavaliere! Eppure mi sa tanto di ennesima farsa, di  introduzione all’ennesimo Sanremo fritto e rifritto, soldi e risorse sprecate dietro alle sette note, di pubblicità velata inducente una calma che scarseggia in ogni dove. Il Paese avrebbe la necessità di veder attuata tanta chiarezza d’intenti e di non assistere alla sepoltura della nostra secolare creatività, affondata da troppo tempo sotto affaristi ignoranti e arroganti travestiti da bigotti sedicenti politici. Calma (forse) cordialità Simonetta
di Simonetta

Risposta

Che brutti pensieri le ispira il buonismo di Fazio!