6: Dov’è l’errore?

Jerome

Da Jerome, Tre uomini in barca, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1987.

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18 thoughts on “6: Dov’è l’errore?

  1. Indipendentemente dal fatto che io veda o non veda l’errore: perchè gli insegnanti non lo propongono a scuola ai ragazzi per insegnare le regole della grammatica? Quanto servirebbe!
    …da quel punto in avanti, e sembrava che ci stessimo…
    E’ lì l’errore?
    Mi sto divertendo, ringiovanisco. Stasera avrò qualche lustro di meno!
    Pinuccia

  2. Ecco vedi: si da tutto talmente per scontato che non si notano neanche più gli errori.

    Buona Domenica delle Palme. Qui sta piovendo: c’è un proverbio dialettale che dice: Se piove la Domenica della rama uliva, piove per sette Domeniche di fila. ( Ho un po’ italianizzato, non troppo per mantenere la rima……..oh, oh. oh )
    Mi auguro di no, se no ne avremmo fino a metà Maggio!
    Pinuccia

    • Carissima Pinuccia,
      questi sono gli esempi che servono per far “vedere” come funziona il nostro lavoro. Lavoro non valutato secondo il grado di fatica che richiede quotidianamente.
      Purtroppo anche a me sfuggono alcuni refusi, perché sono umana e quindi, tutti i giorni, mi esercito per allenare lo sguardo, l’orecchio, la fantasia e la creatività che occorre per fare un editing.

      Buone Palme anche a te dal mio luogo leggermente sfiorato da un tenue sole. Se piove o no, ora il mio impegno è essere serena sempre nel mio cuore.
      Lo stesso spero per te, mia amica lontana ma che mi è a fianco nel condividere sfumature determinanti per il vivere insieme.
      Ti abbraccio.
      Simonetta

  3. È vero, la nostra mente corregge automaticamente gli errori….
    Mi capita di spuntare cose al lavoro più volte perché leggo “giusto” anche dove non lo è.
    La mente corregge … Siamo umani ma anche correttori naturali!!!
    ciao simo ciao pinuccia
    anche qui piove

    • Seriamente.
      La borsa si porterebbe insieme. Se mai, potremmo chiedere una mano e un braccio a Pieffe e Pinuccia!!! Sarebbe un onore.
      Di soldi ce ne vorrebbero pochi.
      Il problema è la distanza tra noi… ARG 😦 … perché altrimenti non ci mancherebbe nulla in quanto a professionalità, coraggio, competenze e onestà intellettuale. Io credo di aver tutto e troppo di tutte le qualità che ho elencate, e che percepisco in te e negli gli altri due menzionati. E sono stanca di essere modesta. Purtroppo ci vuole più fatica a vivere con quei pesi, tutto qui.
      Ti abraccio e ti mando un grande bacio 😉

      P.S.: Mi stanno facendo davvero bene le punturine di ottimismo!!!

  4. Simonetta: la distanza è un dettaglio. E’ il coraggio di fare la rapina in banca che manca. A parole magari banfiamo un po’, facciamo i super eroi, o meglio le super eroine ( ogni riferimento al termine è puramente causale), in pratica, messe alle strette, lasciamo che la banca ci prelevi tutto quello che vuole dal conto e sia lei a fare la rapina nei nostri confronti!
    Abbracci a te e alla Celeste
    Pinuccia

    • In realtà il mio conto corrente è così magro che mi fa un’ividia! Lo tengo solo per qualche bolletta… in banca non ho mai avuto rapporti sostanziosi.
      È la distanza che non sempre può essere cancellata in un sol colpo. È quella strada che divide materialmente e che deve essere percorsa con i suoi tempi e i suoi spazi. Anche se a volte chi ti sta a due metri è come stesse in Paupasia.
      Per stare sul pezzo occorre la vicinanza di uno studio e il conoscersi per dialogare con i nostri collaboratori. Nulla è impossibile e già il discuterne è cosa eccelsa e nuova del nostro scrivere, non credi?
      Io sono aperta a qualsiasi idea senza pregiudizi e ostacoli burrosi in cui scivolare. Più gente arriva, più parole voleranno in aria per posarsi a comporre storie!

      Simonetta

  5. Come scrivi bene! Lo stesso discorso vale per Celeste, Francesca e tanti altri. E’ la scioltezza del linguaggio che mi affascina. Sono le parole che sembrano lì per caso e invece formano una musica.
    Non sono capace di scrivere come tutte voi. Mi arrocco su una qualche parola: so, ad esempio, che c’è una parola perfetta per esprimere un concetto e mica ci arrivo sempre. Mi blocco e devo fare dei giri di parole per dire ciò che quella parola direbbe da sola, perfettamente.
    Si c’è distanza geografica, di età, di luoghi, di consuetudini, c’è però questo mezzo che aiuta molto ad avvicinarsi. Ed è già molto…solo pochi decenni fa non c’era neanche questo. E lo dico a ragion veduta. Abito in un piccolo centro e qui non è facile “dialogare” , è più facile spettegolare, è più facile essere additati perchè diversi. E un computer per me è già un miracolo.
    Tanti abbracci
    Pinuccia

  6. Anche io sono affascinata dal fluire delle parole che vanno a comporre frasi come le pennellate compongono un dipinto. Alcuni hanno il dono di farlo così … in modo naturale, senza forzature. Si sente che le parole escono dalla pancia e scivolano come seta. Si sente. Questa è la mia grande invidia (nel senso buono ovviamente perché fruisco di questi doni che alcuni hanno). Trovare le parole per descrivere un’emozione non è per niente facile. E più ci si sforza, meno si riesce nell’intento. Ecco, questo è ciò che invidio moltissimo, la capacità fluida che compone la musica di una pagina, che risulta morbida, come un liquido di succo di pomodoro, fresco, denso eppure liquido e setoso. Uffa.
    Cara Pinuccia e cara Simonetta vi auguro una buona Pasqua, di cuore.

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