Forum TV n° 74

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Lunedì, 29 aprile 2013

La scena del crimine in una giornata di pieno sole.

Buon inizio settimana Prof. Grasso, ieri mattina alle 11:35 stavo facendo una crostata e ho acceso la TV su Rai News 24, il momento esatto in cui è avvenuta la sparatoria davanti a Palazzo Chigi. Ho assistito a una rappresentazione teatrale degna di un autore di Holliwood… Monica Maggioni, che poco prima commentava le immagini del giuramento del governo Letta con piglio narrativo/comico, si è lasciata andare a un linguaggio da telefilm nel pieno di una guerra. Il cielo ha voluto che proprio la sua troupe, formata dalla giornalista e dal ragazzo che faceva le riprese, era lì per prima, rischiando davvero tanto. Così le due signore, fino alle 14 circa, non hanno fatto altro che: sottolineare la velocità della telecronaca; l’aver inviato in redazione le prime immagini (… le mettiamo in onda o no; si fa o non si fa; noi rispettiamo la privacy… e già sull’home page del Corsera era in primo piano il povero carabiniere sanguinante…); il continuo ripetere: «Direttore, direttore»; tentare di fare qualche ipotesi sull’attentatore calabrese perché la giornalista viene dalla Calabria… e il continuo ripetere: «Ecco davanti a voi la scena del crimine!». Ormai non si capiva più se la Monica tentava una specie di cronaca, come un buon giornalista deve fare, o se iniziava la sceneggiatura di un episodio di Criminal Minds o CSI. Le parole avevano l’unico intento di sottolineare le ferite dell’uno piuttosto che dell’altro tra pistole, scientifica, bossoli, fori di proiettile. Ma verso la fine della telecronaca, la giornalista sulla piazza si pavoneggiava perché insistentemente chiamata dalle altre televisioni per essere intervitata: «Direttore, Direttore, scusa ma devo raccontare alla TV straniera come sono andate le cose. Sai, ero lì prima di tutti!».  Insomma, il giornalismo è il banco di prova di novelli personaggi da caberet e tutto questo mi fa indignare come quello che ha impugnato un’arma e ha fatto fuoco contro persone comuni mentre svolgevano il loro rischioso lavoro. E si ragioni dunque su chi e che cosa ha guidato le mosse di un cittadino fino a diventare un attentatore. Anche perché già vengono attribuite colpe con nome e cognome prima di fare una degna riflessione sulla situazione sociale e politica di questo nostro Paese in preda ai fantasmi. Cordialità Simonetta

Casalinga ordinata

Questo è il mio racconto che è stato scelto per essere publicato nel concorso Talenti quotidiani, organizzato dall’Arci di Siena.

Buona lettura!

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Inizio presto con sonnambule energie. Il disordine è il mio nemico: non fa rumore, tace senza muovere parole, ma deforma le mie stanze. Non amo vedere scompigliato il mio paesaggio. Indosso una corazza trasparente e agile; come elmo, il mio ciuffo arruffato dritto in testa; come lancia e scudo, scopa e paletta. Compio scatti rapidi e decisi; gesti calibrati si rinnovano ogni dì, per ripetersi onomatopeici. Amo le prime luci limpide e gelide color cipria dell’alba. La vitalità ha mangiato a breve i vigori del riposo, e provo a inventare anche questo nuovo compito di vita. L’ordine rinato.

Simonetta Cinaglia

Rime fiorite!

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Fiori, cuori, amori, bagliori, colori, …

Mi sono venute in mente un po’ di rime direttamente dalla lettura del Manuale del giovane scrittore creativo della bravissima Bianca Pitzorno.

Qui la scrittrice insegna passo passo come iniziare a scrivere un racconto ai bambini e, alla fine, mette in ordine alfabetico delle parole a seconda della rima. L’ordine alfabetico è quello delle lettere finali.

Così se si vuol fare la rima con armadio troveremo lì di seguito radio e stadio. Oppure, forma, norma, orma e torma, …

Ogni elenco può essere personalizzato aggiungendo i termini che ognuno trova di volta in volta  per i suoi componimenti. Non ci sono limiti.

Poi ci sono esempi, disegni ed esercizi, insomma un piccolo scrittore dall’erba potrà salire fino a un tavolo e iniziare a volare con la fantasia.

È un libro che potrebbe sostituire gli esercizi preconfezionati per i bimbi e potrebbe essere adatto anche ai bambini cresciuti che non si ritrovano in un corpo d’adulto.

 

 

Alt! Autopesce d’aprile!!!

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Mi sono fatta un pesce d’aprile da sola!!!

Mi è venuto in mente una scherzetto sciocchino sciocchino, che mi ha fatto ridere di gusto e l’ho proposto nella bacheca di Facebook e qui nel mio blog.

Ma è ora di svelare la bufala che ho ideato.

NON È VERO!!!  Figurarsi se mi chiamano in Mondadori!!!

È l’occasione di ringraziare, uno per uno, chi ha espresso parole benevole per me nei commenti: Barbara Raggi, Silvia Cafissi, Gianluca Guidarelli, Silvia Beldinanzi, Sara Meddi, Maria Cristina Ratto, Paolo Caravaggi, Isabella Cavalaglio, Lucia Milanese, Simone Lattanzio e Nicola Castellini.

Poi devo aggiungere i 17 “Mi piace” e un “Complimenti” di Pinuccia qui.

Io non avrò il posto in Mondadori, ma ci sono loro i miei carissimi amici, virtuali e non, che hanno saputo starmi vicino in un “momento” tanto importante.

Grazie a tutti per la grande solidarietà!!!

Vi abbraccio

Simonetta