Gool-pe di Mario Ciofi.

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“La lotta per il potere è sempre attuale. La volontà di sopraffare i più deboli unisce il regno animale a quello umano. Tutti ne facciamo le spese: nel declino ci sprofondiamo tutti. Qui, nel pianeta a forma di pallone di cuoio, loschi figuri rincorrono ansimanti una fama e una notorietà talmente insignificante da risultare grottesca. Mario Ciofi, è un fumettista narrante: ci disegna i personaggi con i colori brillanti delle loro sgargianti anime. Ma dentro non hanno niente. Cavalcano l’onda del momentaneo potere fatto di schiuma bianca. Il libro si legge con il sorriso. Poi, si pensa e dovremmo rileggerlo tra le righe”.

Questa è la quarta di copertina che ho “confezionato” per Gool-pe, libro di Mario Ciofi, presentato sabato 20 luglio 2013 a Colle Pino, splendido paesino vicino a Spello, in provincia di Perugia. Io ne ho curato l’editing e la correzione, le illustrazioni sono opera di Mister Bad, alias Marco Bargagna.

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Qui sopra, i due artisti, Marco in verde brillante e Mario di bianco vestito e gioioso sorriso, che mostrano fieri l’opera fresca fresca di Marco in omaggio al locale che ha ospitato l’evento, La Locanda.

Il personaggio è anche il soggetto principale del libro, facilmente riconoscibile e per niente casuali sono tutte le sue avventure narrate e disegnate nel testo! Ma non è solo, ci sono altri personaggi in bilico tra finzione e realtà, tra goliardia e cattiveria pura. Come vortici di vento, aspirano i valori sociali e la rettitudine, per riconsegnarci viltà e sfrontatezza senza alcun disagio. Anzi ne vanno fieri presentandosi al mondo nella piena consapevolezza della loro meschinità e pochezza da spartirsi in seno alle loro miserie.

Questo testo ha avuto la luce nel 2009 e Mario lo aveva già pubblicato. Tuttavia quelle frasi e dialoghi avevano l’urgenza di essere indossati da individui in penna e ossa, proprio come i fumetti di Marco… L’incontro ha visto il sorgere di tavole illustrate che hanno disegnato i personaggi usciti dalla fantasia di Mario.

Simonetta Cinaglia

La mia dieta.

imagesCAOICMWULa mia dieta personalissima sta dando buoni risultati.

Niente sale, zucchero e dolcetti. Pochissima pasta.

Niente TV, solo libri selezionati, insieme a Internazionale.

Allontanamento delle brutte persone, potrebbero annullare l’effetto delle vitamine.

Qualche bella dormita in più.

Oltre ad aver perso qualche chiletto, sono in pace con il mondo che riesco a vedere sotto sfumature diverse. Ho capito che la persona più importante sono io stessa, da cui non posso fuggire e che vedrò sempre davanti a uno specchio. Se dobbiamo convivere, facciamolo al meglio!

Simonetta

La mia Istanbul, Francesca Pacini.

cop Per tutti i miei amici che mi seguono qui, voglio presentare il libro di Francesca Pacini, la mia insegnante e, ora, amica.

Cliccando sulla copertina si apre il sito che Francesca ha costruito intorno al suo testo con foto e commenti.

Consiglio di leggerlo perché è una scrittura che vi porterà per  mano nei luoghi che l’autrice ha visitato e vissuto con l’anima.

Buona lettura!!!

Le variazioni innocenti di un nome.

Appena nata i miei erano indecisi su quale nome darmi: Raffaella  o Simonetta. La prima opzione era influenzata dal grande successo della nota soubrette e cantante Raffaella Carrà. Successo che peraltro è resistito negli anni e io ne sarei stata l’involontaria testimonial per tutta la vita. Poi, tutto fu deciso perché una neomamma, vicino alla mia, scelse la seconda opzione per la sua creatura. I miei, evidentemente abbagliati dalla mia luce e incapaci a modellare qualsiasi tipo di decisione nella loro testa, mi chiamarono Simonetta.

E oggi son qui a riflettere sulla scarsa creatività dei miei genitori e a questo nome che non mi è mai piaciuto, ma che ha avuto varie declinazioni a seconda dei miei anni e delle mie amicizie…

In casa la mia mamma e il mio babbo hanno iniziato a chiamarmi Étti, con la “e” stretta e senza la “y” finale, perché non credo che i miei sapessero dell’esistenza della ypsilon. Comunque non lo hanno mai scritto e la pronuncia nasconde ogni differenza stilistica possibile. Tale nomignolo ancora mi viene donato durante le atmosfere rilassate e armoniose che di rado vivo insieme  a loro, ormai sfiniti dalle vicende negative guadagnate con l’età.

Intanto iniziavo a uscire con le prime amichette, tra cui mia cugina, più grande di me di cinque anni e il suo gruppo. Loro mi hanno chiamata, e lo fanno ancora, Étta, sfruttando il suffisso nominale e aggettivale alterativo con valore diminutivo per indicare la minore età rispetto a loro.

Durante gli anni della scuola dell’obbligo, i maestri e i professori mi hanno sempre chiamata Simonetta, senza tradire così il registro di classe. I miei “colleghi” alternavano invece Simonetta  e Simona, particolare che si è ripetuto negli anni dell’università. Con studenti che arrivavano da diverse parti del centro o del sud, a prevalere è stato Simona, relegando il mio nome vero al libretto degli esami. Non più tardi di ieri sera, un caro amico ha dovuto chiedermi il nome esatto, scusandosi di avermi fino ad allora chiamato con il nome ristretto.

Le persone che ora mi sono più vicine, da mio marito agli zii e cugini, oltre che gli amici più assidui, mi appellano sempre come Simo, risolvendo il mio nome in un’abbreviazione confidenziale, dolce e intima se pur brevissima.

I miei affezionati di Perugia, riescono a modificare anche queste quattro lettere con Simy unendo simpatia e dialetto umbro in un sol colpo.

Riassumendo, in ordine cronologico: Étti, Étta, Simonetta, Simona, Simy. A ogni età, il suo nome. A ogni sentimento, il suo nome…

Non voglio poi aggiungere che mia madre, fino a qualche anno fa, mi chiamava anche Francesca. Vi prego non chiedetemi perché

Sono fortunata, una vita, sei nomi!!!