Il nome delle medicine: tra marketing e sicurezza.

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È davvero interessante questo articolo pubblicato da Internazionale n. 1019 a pag. 98.

David Schultz descrive le modalità con cui vengono trovati e scelti i nomi delle medicine. Creatività e scrittura si confrontano con le regole del mercato e le parole che diano sicurezza nella scelta del medicinale.

In futuro, per velocizzare i tempi di scelta, un computer ci darà il termine giusto!

 

Facebook, una realtà deformata.

Laurence Demaison2

Era nell’aria. È stato scritto. Lo hanno detto. Eppure io ho voluto tentare e mi sono iscritta su Fb per rimanere/ritrovare “amici”/”persone” lontane e dimenticate dalle giravolte della vita.

Dal luglio 2011 al settembre 2013, inizierebbe così se fosse una riga del mio C.V., il lasso di tempo che ho passato sul maggior social network in voga e anche più illusorio del momento.

Non ce ne rendiamo conto, ma è una lente deformante o, peggio, rivelatrice della realtà, di noi stessi. Ho iniziato per gioco e piano piano mi ha succhiato linfa vitale.

All’alba, dovevo verificare se avevo messaggi. La mattina, se avevo offerte di lavoro. Il pomeriggio, se si era fatto viva la mia amica fantasma. La tarda sera, se avevo richieste di amicizia.

E via così poi a curiosare a sbirciare gente mai conosciuta e a risollevare le sorti di un post uscito male. Tra faccette e doppi sensi, è un attimo a perdere il filo del discorso e ritrovarsi a litigare nel pollaio virtuale in cui ci stanno infilando le nuove tecnologie.

Tutti a inneggiare alla lettura, alla scrittura, alla poesia, fino a ritrovarsi il tempo mangiato dalle fantasie fanciullesche e a non aver modo di sfogliare o scrivere una pagina dei nostri pensieri.

Ego smisurati fanno capolino a ogni istante della giornata. Le 24 ore sono troppo poche per sviolinare vacanze o piatti succulenti dove tutti ridono felici, esseri innaturali e falsi perfino tra loro.

Poi, i ribelli quelli che fanno di conto ai politici. E sono proprio gli stessi che hanno ottenuto un posto di lavoro perché hanno leccato il partito di turno.

Poi, gli amanti degli animali, ah quelli son tanti davvero! Peccato che se ti devono dare una mano, te la scordi e ti arrangi.

Razze umane deviate arroganti e sfarzose di chiacchiere e risatine; davvero nauseanti e sdolcinate, fiere di un “io” vuoto come un vaso rotto.

Non posso stare a vedere i miei simili sciogliersi davanti a un dolce, il solito da mille anni, per poi testimoniare una corsa per perdere chili.

Dopo due anni di cavolate ho molto chiaro  il perché ci siamo ridotti così, in Italia. Ci meritiamo il peggio, perché il meglio non lo conosciamo.