Che mestieri fantastici!, di Massimo de Nardo, Tullio Pericoli e Stefano Batterzaghi, Ed. Rrose Sélavy.

mestieri

Una penna, un pennello e un lapis, questi gli strumenti per un libro ricco di sorprese e di dolcezza. La penna di Massimo De Nardo ci narra le storie di Nimbo, riparatore di nuvole, e di Dizzy, cercatore di parole.
Nimbo e Dizzy svolgono mestieri davvero molto particolari, anzi fantastici. Se le nubi han problemi, ecco che arriva l’intrepido Nimbo, con le sue tute sgargianti, a porre rimedio per quelle troppo piovose o troppo secche. Bianche e spumeggianti diventano il rifugio per gli uccelli spaventati dai fucili e Nimbo risolve anche questo inghippo con un geniale stratagemma.           La libertà volerà sulle ali di queste creature accompagnate dal sorriso dei bimbi. Devi scrivere un pensiero e non ti viene la parola? Telefoni a Dizzy e lui te la trova, gratis. Facile, vero? Lui è in grado di ritrovare anche le parole perse, quelle che non si usano più, quelle che non sono più a loro agio nei nostri discorsi. È davvero bravo nell’analizzare gli atteggiamenti positivi che stanno dietro i vocaboli caduti in disuso. In questi casi, quando riflette, guarda fuori dalla finestra e si accorge del grigiore che spenge la fantasia e la creatività. Si riappropria della sua positività, e compone un elenco di tutte le parole che stava cercando. La scrittura di Massimo De Nardo è davvero scorrevole e limpida, fino a far diventare favola il messaggio molto reale che si svela pian piano tra le righe giocose e allegre. Ogni immagine è un trampolino per mille altre idee. Certo ci sono i disegni di Tullio Pericoli che davvero ci conducono a infiniti altri paesaggi. La loro leggerezza ci trasporta oltre le nuvole riparate da Nimbo. Se non avessi rispetto e cura per il libro nella sua interezza, avrei già fatto dei quadri con i suoi disegni! Poi ci si sofferma a pensare dinanzi agli anagrammi di Stefano Bartezzaghi, e sì che il pensiero fa ginnastica e già m’immagino quanti rimarranno affascinati dai giochi con le parole! Un po’ come lo sono stata io stessa, trovando un tesoro per ogni vocabolo e le sue trasformazioni. Vien voglia di far le prove con un lapis: se si sbaglia, si ricomincia daccapo. Il libro ho letto che è destinato a bambini e ragazzi; bene io sono una bimba affascinata dal lavoro a sei mani che ha prodotto una storia destinata a un prestigioso futuro. Sia perché è “confezionata” con carta di pregio come un tomo prezioso, sia perché emerge un amore incondizionato per la natura e per la nostra terra in un’ottica innovativa e non scontata. Ai piccoli che lo leggeranno, auguro di conservarlo come un dono per come è, e per come vorranno rielaborarlo con le proprie mani. Solo a guardarlo vien voglia di raccontare, colorare e inventare altre storie.
Simonetta Cinaglia

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