Speranza

Se io avessi una botteguccia
fatta di una sola stanza
vorrei mettermi a vendere
sai cosa? La speranza.

“Speranza a buon mercato!”
Per un soldo ne darei
ad un solo cliente
quanto basta per sei.

E alla povera gente
che non ha da campare
darei tutta la mia speranza
senza fargliela pagare.

Gianni Rodari

Annunci

Carezza.

Dal niente è uscita una mano gentile e distesa. Mi ha accarezzato il viso con una delicatezza commovente. Ho alzato lo sguardo e i suoi occhi celesti mi hanno attraversato la parte di cuore che non soffriva. Di colpo ho sentito calore e conforto, amore e rispetto per la tristezza profonda del momento. Ma lei, trent’anni dopo, mi ha riportata alla sua cattedra. Severa e dedita allo studio come una mamma raccoglie e riordina le lenzuola del figlio nel lettino. Lei, sempre uguale, bella e rigida, brava e competente, leggera e profonda. Non me lo aspettavo e l’ho rivista:

«Professoressa… come sta?».

Nessuna risposta. In quell’istante le parole davvero non contavano niente. Nessun poeta avrebbe potuto scrivere e descrivere quello sguardo. Forse un pittore rapido e pignolo avrebbe potuto cogliere quella scintilla. No, non è possibile rivedere un film tanto lungo in un secondo. I sentimenti non hanno tempo e non ne hanno bisogno. In un grammo di aria lo spazio si deforma e ti racconta la tua storia nello stesso tempo in cui tu la vuoi e la puoi ripercorrere.

L’emozione è stata molto forte. E ringrazio la mia professoressa per avermi insegnato a vivere oltre i versi di greco e di latino; per avermi insegnato a tradurre la vita in azioni e pensieri profondi.

È stato un segno che mi ha donato chi non c’è più. Nel giorno del suo saluto una carezza mi ha donato un viaggio nel cuore disilluso e stretto nel pianto. Con il tempo assaggerò il meglio di quel saluto e la sincerità di quegli occhi.

Ciao, amato mio cugino. Ciao.