Ehi tu, sì proprio tu! Vogliamo te, però…

Il giorno del mio compleanno, 22 aprile, ricevo gli auguri da una casa editrice:

“Roma, 22 aprile 2012
Gentile Sig.ra Cinaglia,
auguri di Buon Compleanno.
Cordiali saluti.

Firmata”.

Ne rimango lusingata anche se mi puzzicchia… mai nessuna casa editrice mi ha mandato gli auguri di compleanno!

Comunque, rigiro la mail ringraziando con educazione e stupore.

Il giorno dopo ricevo questa mail:

“Roma, 23 aprile 2014
 
Gentile Dott.ssa Cinaglia,
rispondo alla Sua e-mail di ieri delle 14:02.
Le rinnovo i nostri auguri.
Avrebbe un’opera da farci pubblicare? (Questa frase è scritta con un font diverso…)
 
Cordiali saluti,
 
Firmata
direttore editoriale”.
Che forse quegli auguri non erano così tanto disinteressati? Sono sempre più basita. Così rispondo che no, io al momento sono correttrice di bozze e non ho scritto nulla. Certo mi è subito venuto in mente qualcuno che potrebbe avere testi da pubblicare, ma è la prima volta che una casa editrice mi si rivela davanti agli occhi con tale propensione a occuparsi di sconosciuti!
Passano alcuni giorni ed ecco di nuovo la grande occasione della mia vita:

“Incontro conoscitivo
Dodicesimo reclutamento per …

venerdì 6 giugno 2014, ore 10:30

indirizzo …

Roma, 5 maggio 2014

Gentile Dott.ssa Simonetta Cinaglia,
mi pregio invitarLa all’incontro conoscitivo per il reclutamento delle posizioni vacanti in … 

Per informazioni dettagliate sulle date, i contenuti e la preparazione alle prove di ammissione, La invito a consultare il sito …
Le raccomando lo studio approfondito dei seguenti testi obbligatori:

… …

Attendo conferma della Sua partecipazione.
Cordiali saluti,
Firmata”.

Per prima cosa, indovinate chi ha pubblicato i due libri?
Ho controllato e non sono neanche tanto cari… Ma la domanda sorge spontanea: ma chi ci crede? Chi veramente è disposto ad andare nella capitale diverse volte per sostenere un colloquio con questi signori?
Da anni lavoro nell’editoria, ambiente difficile e particolare, dove contano i contatti veri e neanche quelli, a volte. La gente fatica davvero a entrarci e, soprattutto, a rimanerci. Non è un lavoro che si vince per concorso e per aver imparato a memoria due testi.
È un lavoro fatto di passione, di lettura e di anima. Molto spesso si sta su un testo giorni interi per una frase o per una virgola. Non ci sono guadagni, non ci sono arricchimenti, non c’è un “paghi uno e prendi tre”. È solo amore per la lettura e per i cuori degli autori che si affidano a te passando da un editore vero (questa è la speranza…) e non attraverso una ripetizione di un testo anonimo.
Per favore, serietà e rispetto per chi lavora e si spende nella scrittura e nella lettura. Vi prego.
Simonetta