Per chi ha trovato “l’aula” chiusa.

Poche regole  per scrivere

Pochissime regole della nostra lingua riassunte in questo schema che gira da un po’ nei social. Le dovrebbero ripassare quei signori che stanno giocando con l’Italia, avendo a cuore di non giocare, almeno, con la nostra lingua… Salviamo le nostre radici dalla sciatteria, poiché è da queste sviste che nasce l’irresponsabilità dei più, incapaci a gestire la nostra vita politica e sociale.

Simo (piuttosto adirata, visto che a LEI non viene salvato nulla)

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5 thoughts on “Per chi ha trovato “l’aula” chiusa.

  1. Buongiorno Simonetta adirata!
    Hai ragione da vendere. Un tempo si insegnava molto meglio. Errori ortografici che fanno adesso ragazzi diplomati, un tempo non si facevano nelle medie inferiori. Peccato.
    In uffcio, anni fa, ho dovuto obbligare una persona, universitaria, di farmi leggere fax e mail prima di inviarli perché avevo il terrore di cosa usciva dallo studio. Ho visto scritto “compiuter” e poi “con la presente gli chiedo di farmi avere…” e poi “fatta eccezzione”. E ancora, al telefono “lascio un messaggio, dove possiamo richiamarLO? ” e le chicche rigardanti i congiuntivi “se lei potrebbe venire alle 3 sarebbe meglio”….
    Da brividi credimi. Poi con il tempo è andata meglio. Quando non sono le scuole può essere il lavoro…. anche se non dovrebbe essere così. In questo mio caso c’è stata evidentemente una presa d’atto e la necessità di migliorare ha fatto il resto. Il fine giustifica i mezzi…
    Ciao Simonetta, buona e serena estate.

    • Buonasera carissima Celeste,
      mi arrabbio forse su cose che per tanti sono superflue, ma io mi sento di difendere la cosa più preziosa che abbiamo: la nostra storia attraverso la lingua.
      Sono le nostre radici che si distendono dal passato fino ai giorni nostri. Giorni in cui non c’è niente, o pochissimo, da essere fieri e di cui mi vergogno davanti agli altri paesi.
      I cialtroni sono la maggioranza per la strada come dentro le case. I valori sono scoloriti e, purtroppo, ravvivati solo da parolacce. Ecco, quelle sì che non si stancano di proliferare, esprimendo una rabbia che, secondo me, non si deve per forza giustificare con la crisi economica.
      Per cui è importante che i rappresentanti del nostro Paese siano lì per testimoniare la correttezza che passa, anche, dall’uso corretto della nostra lingua. Dimostrerebbero di aver studiato, letto e meditato con impegno profondo e, quindi, di essere pronti a guidare la vita di una Nazione.
      Ti auguro una bellissima estate con tutto il cuore
      Simonetta

  2. Cara Simonetta
    Ogni tanto passo dal tuo blog ed è un piacere trovare qualche spunto, mai banale, sempre elegante.
    Allora: gran bell’argomento. Soprattutto dovrebbe far riflettere quei ” signori” che come hai detto tu: giocano con l’Italia. Magari per loro sono pinzellachere queste: cosa vuoi che importi un congiuntivo ( domanda che mi piacerebbe rivolgere a qui signori: sanno cosa è un congiuntivo? ) di fronte ai tanti problemi dell’Italia!
    L’altro giorno ho ricevuto questa mail:

    Con la presente sono ad invitarVi alla quinta edizione di “Parole Sapori e Musica d’Autore”.
    Passeremo una piacevole serata in compagnia; pertanto estendete l’invito a chi desiderate, sarete tutti benvenuti.
    Colgo l’occasione per porgere i miei più cordiali saluti.
    Il Direttore della Biblioteca – Sindaco

    Rigorosamente, ma chi nutriva dubbi in proposito, cognome seguito dal nome del sindaco, direttore della biblioteca.

    Mio nipote che non ama l’italiano mi ha detto: nonna questa le ha fatte le elementari?

    Abbracci Simonetta e grazie per gli spunti che offri

    Pinuccia

    • Buongiorno mia cara Pinuccia,
      grazie intanto per passare qui da me e lasciare dei bellissimi commenti: qui solo gente che guarda il panorama che offre la vita interiore!!!
      Parlare e scrivere bene significa avere ben chiaro che cosa si ha in mente. Mettere ordine ai pensieri e condurli in fila sopra un foglio bianco non è affatto facile. E il difficile è proprio cercare di rendere “facile” un concetto nato e sviluppatosi in maniera contorta. Solo leggendo e ragionando sulla costruzione delle frasi, si giunge a un livello di chiarezza e completezza fruibile a tutti. Chi ci “comanda” e chi è portavoce della “cultura” deve saper essere maestro in schiettezza e precisione nel rispetto di regole “anziane” di secoli e dettate da geni e vati della nostra lingua.
      Al Liceo i miei professori di Greco e Latino parlavano con toni altisonanti, leggendo a voce alta i testi in lingua originale come se stessero dettando le norme di vita a una platea di Pongo.
      Sarò fissata ma i miei ricordi risuonano d’arte e accenti e so che non mi lasceranno mai.
      Ti auguro una buona estate a te e alla tua famiglia
      Simonetta

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