“Flamboyant”, quando l’onomatopea è rivelatrice.

flamboyant Ieri mi sono messa a leggere un articolo sul Guardian riguardo il risultato dei Referendum. Così ho letto l’analisi dettagiata e asciutta di John Hooper in “Italian referendum likely to dash Berlusconi’s nuclear energy plans” fino a giungere all’aggettivo “flamboyant”. È interessante notare che derivi dal francese (1832), che si riferisca ad artisti pazzerelloni e che sia anche il nome di un albero dai fiori grandi rossi. A volte nell’etimologia di un termi si scoprono delle contemporanee similitudini che fanno restare a bocca aperta: sbalorditi ma consci di ciò che ci circonda.

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