Per me le parole contano…

“Con la sua aria aristocrtica, tenera e crudele al tempo stesso, misteriosa e familiare, Pina Bausch mi sorrideva per farsi conoscere. Una suora che mangia un gelato, una santa sui pattini a rotelle, un portamento da regina in esilio, da fondatrice di un ordine religioso, da giudice di un tribunale metafisico, che improvvisamente ti fa l’occhiolino” .

Così Federico Fellini ha descritto Pina Baush, e questa frase me l’ha letta un caro amico ieri mattina. Sì, perché ci sono persone che girano con in tasca pezzi di carta in cui viene riportata una frase scritta a penna e con mano incerta che ti girano in testa per ore e ore e ti si compongono come una crosta di sale. Quindi lecchi e assapori quello strato pungente fino a scoprirne il cuore e non lo dimenticherai mai. È un gesto di una grazia enorme. Come scoprire un tesoro privato e resterà tale, e tu ne hai appreso e visto un solo pezzettino.

Scoprire la grazia di una persona è cosa dura e impossibile, ma qualche volta riesci a intravederne le intenzioni. E in quella stradina composta i poche pietre, traballanti partecipi anche tu. Te ne fai un’idea e scopri nuove pietre.

Per chi ha trovato “l’aula” chiusa.

Poche regole  per scrivere

Pochissime regole della nostra lingua riassunte in questo schema che gira da un po’ nei social. Le dovrebbero ripassare quei signori che stanno giocando con l’Italia, avendo a cuore di non giocare, almeno, con la nostra lingua… Salviamo le nostre radici dalla sciatteria, poiché è da queste sviste che nasce l’irresponsabilità dei più, incapaci a gestire la nostra vita politica e sociale.

Simo (piuttosto adirata, visto che a LEI non viene salvato nulla)

Per uno dei tanti, troppi, angeli perduti nel tempo.

http://www.umbria24.it/strage-di-bologna-sergio-secci-era-tra-le-vittime-il-ricordo-e-il-dolore-di-chi-lo-conosceva/198650.html

Non sono riuscita a incollare il testo di Marco Torricelli, e ho messo il link, perché chi passi da qui possa leggere e ricordare uno degli eventi più sanguinosi che il nostro Paese ha subito.

Quel 2 agosto del 1980 avevo 15 anni e ricordo con sgomento quell’amara giornata. Sono iniziata a crescere proprio davanti a quelle immagini che passavano di riflesso negli occhi della mia vicina.

Salì di fretta in casa mia, in cucina, spaventata, piangente e terrorizzata. Penetrò il suo sguardo, spalancato e d’acciaio, nella mia spensieratezza di ragazzina con la valigia aperta e da finire per le vacanze con gli zii. Immagini indelebili come la rabbia che mi ha sempre accompagnata negli anni, testimoni della nullità del cittadino, uomo e cuore, che salta in aria per mano di chi non si vuol conoscere. Mi chiedo se mai quelle famiglie potranno ritrovare un cammino sicuro e fermo nelle loro gambe; se mai un dolore così grande possa davvero essere curato dal tempo; se c’è una speranza tra le lacrime e la voglia di buio totale. Il ricordo serve a tener vigile l’essenza di una persona che non abbiamo mai conosciuto, e che è stata qui parallela a noi e che ha respirato la nostra stessa aria. Persone come noi, come Sergio, il ragazzo di Terni ricordato in questo articolo dal suo amico, con i progetti comuni a ognuno di noi. Quei progetti che accarezziamo ogni mattino insieme alla luce fresca e nuova del giorno.

Ognuno ha il diritto di vivere e morire secondo il proprio destino.

È odioso e disumano chiudere gli occhi per mano di chi non ha le parole per lottare e che usa sangue su sangue per dettare una storia che non ottiene nulla se urlata a bocca chiusa.

Rime fiorite!

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Fiori, cuori, amori, bagliori, colori, …

Mi sono venute in mente un po’ di rime direttamente dalla lettura del Manuale del giovane scrittore creativo della bravissima Bianca Pitzorno.

Qui la scrittrice insegna passo passo come iniziare a scrivere un racconto ai bambini e, alla fine, mette in ordine alfabetico delle parole a seconda della rima. L’ordine alfabetico è quello delle lettere finali.

Così se si vuol fare la rima con armadio troveremo lì di seguito radio e stadio. Oppure, forma, norma, orma e torma, …

Ogni elenco può essere personalizzato aggiungendo i termini che ognuno trova di volta in volta  per i suoi componimenti. Non ci sono limiti.

Poi ci sono esempi, disegni ed esercizi, insomma un piccolo scrittore dall’erba potrà salire fino a un tavolo e iniziare a volare con la fantasia.

È un libro che potrebbe sostituire gli esercizi preconfezionati per i bimbi e potrebbe essere adatto anche ai bambini cresciuti che non si ritrovano in un corpo d’adulto.