Una vita da librario, Città di Castello, Jo March, 2014.

Un libro che rimane accanto.

Scritto da calembouril 17 novembre 2014

Il libro di Nicola Mucci è una storia semplice che si può incontrare in qualsiasi nostra città, con personaggi che potrebbero essere i nostri vicini di casa.
Il linguaggio e la storia scorrono da una pagina all’altra con discrezione e gentilezza. Un candore che illumina tutto il percorso del protagonista. Un viaggio che ricomincerà in terre lontane ma legate intimamente alla sua vita di provincia. L’amore per i libri è il soggetto sussurrato tra le righe che l’autore ha sapientemente costruito per urlare piano un messaggio forte ma senza imposizioni: leggere fa bene a tutti perché ci insegna a riflettere e a saper decifrare gli animi che ci si presentano davanti.
Nell’ultima pagina c’è scritto FINE ma io, che l’ho letto in pochissimi giorni, non l’ho sentina pronunciare e non l’ho vista perché continuo a leggere i libri che mi ha suggerito Alfredo da molto lontano. Scopro nuove storie e nuove parole e con loro non ho messo da parte un testo prezioso come Una vita da libraio. Lui mi terrà compagnia e darà speranza a sogni neanche nati eppure nascosti in tutti noi.
Simonetta Cinaglia

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Che mestieri fantastici!, di Massimo de Nardo, Tullio Pericoli e Stefano Batterzaghi, Ed. Rrose Sélavy.

mestieri

Una penna, un pennello e un lapis, questi gli strumenti per un libro ricco di sorprese e di dolcezza. La penna di Massimo De Nardo ci narra le storie di Nimbo, riparatore di nuvole, e di Dizzy, cercatore di parole.
Nimbo e Dizzy svolgono mestieri davvero molto particolari, anzi fantastici. Se le nubi han problemi, ecco che arriva l’intrepido Nimbo, con le sue tute sgargianti, a porre rimedio per quelle troppo piovose o troppo secche. Bianche e spumeggianti diventano il rifugio per gli uccelli spaventati dai fucili e Nimbo risolve anche questo inghippo con un geniale stratagemma.           La libertà volerà sulle ali di queste creature accompagnate dal sorriso dei bimbi. Devi scrivere un pensiero e non ti viene la parola? Telefoni a Dizzy e lui te la trova, gratis. Facile, vero? Lui è in grado di ritrovare anche le parole perse, quelle che non si usano più, quelle che non sono più a loro agio nei nostri discorsi. È davvero bravo nell’analizzare gli atteggiamenti positivi che stanno dietro i vocaboli caduti in disuso. In questi casi, quando riflette, guarda fuori dalla finestra e si accorge del grigiore che spenge la fantasia e la creatività. Si riappropria della sua positività, e compone un elenco di tutte le parole che stava cercando. La scrittura di Massimo De Nardo è davvero scorrevole e limpida, fino a far diventare favola il messaggio molto reale che si svela pian piano tra le righe giocose e allegre. Ogni immagine è un trampolino per mille altre idee. Certo ci sono i disegni di Tullio Pericoli che davvero ci conducono a infiniti altri paesaggi. La loro leggerezza ci trasporta oltre le nuvole riparate da Nimbo. Se non avessi rispetto e cura per il libro nella sua interezza, avrei già fatto dei quadri con i suoi disegni! Poi ci si sofferma a pensare dinanzi agli anagrammi di Stefano Bartezzaghi, e sì che il pensiero fa ginnastica e già m’immagino quanti rimarranno affascinati dai giochi con le parole! Un po’ come lo sono stata io stessa, trovando un tesoro per ogni vocabolo e le sue trasformazioni. Vien voglia di far le prove con un lapis: se si sbaglia, si ricomincia daccapo. Il libro ho letto che è destinato a bambini e ragazzi; bene io sono una bimba affascinata dal lavoro a sei mani che ha prodotto una storia destinata a un prestigioso futuro. Sia perché è “confezionata” con carta di pregio come un tomo prezioso, sia perché emerge un amore incondizionato per la natura e per la nostra terra in un’ottica innovativa e non scontata. Ai piccoli che lo leggeranno, auguro di conservarlo come un dono per come è, e per come vorranno rielaborarlo con le proprie mani. Solo a guardarlo vien voglia di raccontare, colorare e inventare altre storie.
Simonetta Cinaglia

Due penne in tavola di Loretta Cellini e Annunziata Romani, Ed. Ali&no.

Copertina_Due penne in tavola

“Due penne in tavola” è un libro “cucinato” a quattro mani da Loretta Cellini e Annunziata Romani, amiche scrittrici che ci deliziano con poesie, sonetti, novelle, racconti e disegni. Ingredienti che appagano la nostra curiosità sulla cucina e ricette particolari. Attenzione, non sono piatti messi in fila e decorati da consigli e segreti di cuoche esperte… O meglio, loro sono davvero esperte e appassionate di cibo e qui ci narrano le loro conoscenze culinarie insieme a un linguaggio e termini appartenenti alla storia dell’umanità portandoci per mano a conoscere personaggi e luoghi dove gli alimenti hanno le loro origine. È un passeggiare nei secoli attraverso il gusto e le modalità di preparazione di colazioni, merende, pasti raffinati e ricche leccornie.

Il testo ospita i disegni di Annunziata che stuzzicano la creatività e la voglia di “divorare” tutto il libro. Eppure occorre fermarsi per rileggere le parole e i versi per “assaporarne” l’etimologia e ripercorrere le immagini che evocano il passato.

Buona lettura!

Simonetta