Forum TV n° 81

Mercoledì, 25 febbraio 2015

Aiuto, rimpiango i Tg polpettoni!

Buongiorno Egr. Prof.Grasso,
l’ho detto (e scritto)sento la nostalgia di quei bei polpettoni dei Tg Rai dove la politica assumeva quel bel tono tra il grigio e il blu; quando ci si assopiva davanti ai rappresentanti del popolo in giacca e cravatta tutti uguali; quando le frasi si allungavano come un treno di pendolari stanchi, ma con una meta; quando ero ipnotizzata dagli occhiali a fondo di bottiglia degli Onorevoli… I discorsi erano seri e i ragionamenti filavano (sempre dove volevano loro) ma con più dignità e (finto bene) rispetto per i telespettatori. Soggetto, verbo e complemento in fila e in ordine, seguendo un filo logico e senza rimandi. Adesso un politico non spiega, ricorda e pungola l’avversario di… «E quando voi… e quando tu…» senza giungere mai a una (a volte impossibile) conclusione, almeno tale da contestualizzare spazio e tempo dell’intervista!
L’intento è spolverare e alzare i tappeti dell’uomo qualunque per lucidare i bassi istinti, è ovvio; tuttavia auspico un ridimensionamento anche dei giornalisti che, più che stare sul pezzo, presentano truccati un Sanremo di “poveri” comari (noi stiamo sempre peggio, che lo dico e scrivo a fare…).
Decontestualizzata cordialità
Simonetta

Forum TV n° 80

Venerdì, 23 gennaio 2015

Famosi “sconosciuti”!

Buongiorno Prof Grasso,
chissà se ieri si è perso la presentazione della Barbara dei “famosi” che partivano per l’isola?
Peccato, avrebbe assistito all’indovinello del giorno. Essi sfilavano nell’aeroporto ed ella non ha azzeccato un nome.
Uno sì, invece. Quello di Rocco!!!
Famosissima cordialità
Simonetta

Forum TV n° 79

Venerdì, 2 gennaio 2015

Un “diavolo” “criminale”.

Tanti Auguri Egr. Prof. Grasso,
in questi giorni di festa, capita di guardare la TV senza dormirci davanti… e qualche sera fa ho visto su Real time “Un diavolo in famiglia”, prodotto negli USA. Immediatamente mi è venuto da fare un confronto con “Amore criminale”, di italica produzione. Sinceramente devo dire che il nostro mi ha sempre lasciata nel terrore, sperando di non inciampare in una pozza di sangue. Mentre quello americano mi ha sconvolta per l’asetticità delle non-emozioni. Da una parte l’ansia e tachicardia e dall’altra una normalità divenuta usanza e costume.
Si parla di drammi familiari in cui c’è sempre chi muore e non tornerà più lasciando una scia di lutti e dolore. Io mi chiedo: possibile che non ci sia un modo per trattare questo tema per cercarne una soluzione sociale e non per approfittarne di farne un teatro/farsa?
Mi creda Prof. che le persone che vivono tali drammi nella realtà piangono lacrime vere.
Sconvolta cordialità
Simonetta

Forum TV n° 78

Martedì, 4 marzo 2014

Meglio l’Hotel della Casa.

Gent.mo Prof. Grasso,
ieri sera ho seguito sia l’inizio dell’avventura del “Grande Fratello 13” sia la magnifica esperienza di “Hotel 6 stelle”.
Nonostante gli evidenti sforzi d’inserimento di giovani impegnati e con problemi abbastanza gravi, il pacchetto di Alessia appare molto luccicante e patinato. In televisione l’immagine è tutto e la forma prevarica la sostanza. La signorina senza un braccio ha coraggio da vendere, tant’è che si affanna a sottolineare come si sia adoperata per pettinarsi e truccarsi a dovere, mettendo in risalto una gioventù bella e dinamica. Poi ci sono gli altri che ce l’hanno messa tutta per vincere il grasso e nel mondo del lavoro: perché è possibile vincere e avere successo… sempre passando da una forma perfetta e sinuosa.
Nella vita dell’Hotel di lusso c’è sì la perfezione e la bellezza di un’accoglienza di lusso, ma essa fa da traino per l’inserimento di giovani down, la cui diversità non svanirà mai con una dieta o con una laurea alla Bocconi. Loro non hanno i tacchi alti o muscoli da fotomodelli, hanno la forza di affrontare una realtà difficile e ostica per chi sta bene, figurarsi per chi ha difficoltà tangibili di apprendimento e fisiche in generale.
Ciò che ho molto apprezzato sono state le parole di una mamma di quei ragazzi che ha affermato, con un sorriso dolce e fermo, che se non avesse avuto quel figlio lo avrebbe dovuto inventare. Aggiungendo che avrebbe voluto vedere il mondo con gli occhi di quel suo ragazzo così sfortunato ma tanto felice.
Forse quella serenità e semplicità che ci manca non essendo più in grado di sorridere e di donare solidarietà agli altri. E qui non ci sono Premier o Ministri che ci potranno aiutare. Sarà il nostro cuore a saper guidare i nostri occhi limpidi e volenterosi di scovare una vita non rarefatta e bugiarda.
Autentica cordialità
Simonetta

di Simonetta

Risposta

Certo, sarà il nostro cuore.

 

 

Forum TV n° 77

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Mercoledì, 22 gennaio 2014

Attendere dietro la “Linea gialla”.

Buongiorno Prof. Grasso, lo spettacolo che mi si è presentato ieri sera davanti agli occhi ha dell’incredibile… Da quel genio di Sottile, figlio, un pentito di Camorra detta il passo alla discussione davanti a un giornalista e Ingroia… cosa peggiore, mi son trovata d’accordo per un nanosecondo con Matteo Salvini, targato Lega fino alla coda, che inneggiava ai metodi tribali (in un secondo momento)e tutti lì ad applaudire psicologhe e scrittrici piangenti fino al crollo del lucidalabbra. Non sono un albero e mi chiedo, oggi più che mai, che ci sto a fare in un Paese dove nessuno si è alzato protestando davanti a tali permissivismi pro audience. Un pentito ha da stare in carcere; i giudici han da giudicare; solo, se mai, i giornalisti han da documentare come fanno solo alcuni (gli altri han da guadagnare uno stipendio che non meritano). Io mi son consolata con pane e cioccolato chiedendomi di questo passo inviteranno anche il mio inquilino che mi deve seimila euro e i rapinatori che hanno picchiato il mio amico nel suo negozio ieri sera. Dire che schifo è riduttivo, occorre produrre CULTURA per arginare l’ignoranza che fa gli stessi danni dell’acqua che affoga oltre gli argini. Non bisogna abbassare la testa e mi aspetto che qualche autorità si faccia sentire a La7 per redarguire un comportamento che a me pare davvero spavaldo. Libera cordialità

Simonetta

Forum TV n° 76

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Lunedì, 11 novembre 2013

Guardarsi intorno, per capire di più.

Buongiorno Egr. Prof. Grasso, mio padre da tredici anni vive in casa per le conseguenze di un intervento chirurgico che lo ha reso paraplegico. Le sue giornate sono scandite da cruciverba e televisione, oltreché guardare fuori dalla finestra e vedere chi passa. Ogni volta che lo vado a trovare mi riassume pagine televisive che io non guardo da molto tempo o non ho proprio mai seguito, specialmente da quando mio marito ha deciso due anni fa di abbonarsi a Sky. Io ero contraria temendo di andare incontro alla solita minestra riscaldata o bruciata. Però ho dovuto ricredermi, non da subito, perché sto iniziando a capire che attraverso i suoi canali ho un’offerta varia e approfondita su qualsiasi tema vada a posarsi il mio sguardo. Ieri pomeriggio, all’ennesima critica di mio padre verso le solite reti televisive sciapissime, ho spiegato di quanto si possa scoprire sintonizzandosi sui programmi di Sky. Basta riflettere sulla realtà che tocchiamo tutti i giorni: come si costruiscono gli oggetti più comuni; le news lette da persone competenti; la storia; l’arte; la musica. Perché perdere tempo dietro a galline starnazzanti se poco più avanti mi viene raccontata la storia dei Doors o di Pietro della Francesca? Perché accontentarsi di scimmiette e scimmioni se c’è chi ti porta in alto a vedere l’Italia passo a passo? Certo non ho scoperto l’America, ma forse avranno pensato così anche gli autori di “Sconosciuti” la nuova trasmissione di Rai3 che narra le storie dei miei vicini di casa: persone normali, vite normali, ma che gioia raccontarli e riscoprire la loro/nostra normale vita! Una normalità accecante e corposa, perché è accanto a noi e non l’avevamo mai vista. È senza trucchi, chiara e lampante come il barlume d’intelligenza che tutti abbiamo dentro. Magari è ora di alzare il sipario e andare in scena per il bene comune. Magari, mostrare ai giovanissimi da dove son venuti i nonni e gli zii potrebbe far nascere in loro il sospetto che la nostra gente una volta era lungi dai litigi e dalla disonestà. Cordialità Simonetta

Forum TV n° 75

Mercoledì, 2 ottobre 2013

Un Paese pieno di veleni.

Egr. Prof. Grasso, ieri sera a “Le iene” è andato in onda un servizio che mi ha regalato una notte molto agitata. Nel territorio di Caserta e Napoli alcuni hanno avvelenato tanto bene l’ambiente da modificare il linguaggio di quei poveri cittadini che non riescono a dire “cancro”. Essi si nutrono e respirano l’aria e il cibo offuscati dal fumo nero degli incendi di materiale altamente nocivo. Giovani madri che dettano un loro testamento davanti alla signorina in giacca e cravatta. Quelle lacrime non sono confinate al proprio fazzoletto, ma straripano oltre la sua casa e cittadina, visto che lei stessa precisa che i prodotti della terra malata vanno nei piatti di tutta Europa attraverso i pomodori della zona venduti ad appena 8 centesimi… Che cosa serve di più per svegliare le coscienze dei nostri politici? Perché non va in quella zona il fior fiore dei nostri giornalisti titolati e molto più professionali? (Lo hanno anche fatto, ma quella ragazza mi ha bruciato dentro…). Perché tutto si riduce a chiacchiere di cortile? Più ci sono le possibilità di denunciare situazioni deprecabili per un Paese civile (?), più chi deve sentire non sente. Chi è che ci vuole tutti ammalati di cancro, poveri, disperati e scemi? Comunque complimenti a chi ha allestito il teatrino dei social: pare che tutti hanno in seno la verità alla luce del sole, eppure non cambia niente. Avvelenata cordialità Simonetta