Scrivi, Dino Buzzati.

Scrivi, ti prego.

Due righe sole, almeno,

anche se l’animo è sconvolto

e i nervi non tengono più.

Ma ogni giorno.

A denti stretti, magari delle cretinate senza senso,

ma scrivi.

Lo scrivere è una delle più ridicole e patetiche nostre illusioni.

Crediamo di fare cosa importante

tracciando delle contorte linee nere sopra la carta bianca.

Comunque, questo è il tuo mestiere,

che non ti sei scelto tu ma ti è venuto dalla sorte,

solo questa è la porta da cui,

se mai, potrai trovare scampo.

Scrivi, scrivi.

Alla fine, fra tonnellate di carta da buttare via,

una riga si potrà salvare. (Forse.)

Dino Buzzati

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Sempre piccola.

Negli anni ’50 del secolo scorso, una giovane signora del mio paese fu costretta a emigrare negli Stati Uniti per cercare fortuna. Lei apparteneva a una famiglia numerosa e accudiva i piccoli nipoti mentre i genitori lavoravano tutto il giorno nei campi di tabacco. In particolare, si è occupata di Pietro, l’ultimo nato e bisognoso di tante attenzioni per una salute incerta. Il legame divenne forte con il piccolino tanto che, quando ritornò in Italia dopo trent’anni, non si dimenticò di portare un regalo proprio a lui. Aveva messo in valigia, ben incartato perché non si dovesse rompere, un trenino di legno colorato per il “suo” Pietro. Arrivò il giorno in cui lo rivide e non considerò che il bimbo, dopo trent’anni, non avesse più la gioia di giocare con un balocco, era un uomo fatto!

Così, un mio amico più grande di me, un po’ di anni fa, non credeva che io avessi 45 anni. Allargò gli occhi e si stupì che la “Etti” fosse davvero una donna grande. Ecco, io vorrei essere per tutti quel “Pietro”, perché io davvero mi sento così: mi stupisco davanti al sorriso sincero di chi mi parla; ascolto con curiosità le storie di persone dolci; mi affeziono a chi passa un momento difficile… io amo forte e tanto. La natura e i suoi odori; l’acqua, le nubi e il sale. Non mi basta mai conoscere e correre. Vivere è un viaggio di ritorno dall’America e ritrovare l’ingenuità che ha scattato la foto dei giorni felici, di veri amici che passano pomeriggi interi a fantasticare, a cantare sotto le piante verdi e i fiori. La mia adolescenza un sogno che non mi ha mai lasciata.

 

La torta, 8 aprile 2015

arance

Olio arcobaleno n. 2

Freschezza sulle mani operose e infarinate che preparano una torta bella e soffice, da portare in un picnic. Nel prato disteso sopra una collina e una compagnia di amici che giocano a palla, la stanchezza non si occupa di loro perché le risate e gli scherzi scacciano i visi dal sudore. È ora di tornare a casa. La cucina attende con le tazze piene di tisana all’arancia: succo di color miele ad addolcire i cuori sfiniti da tanto calore umano. Un sonno ci accompagnerà in sogni armoniosi e ristoratori. È tardi, cominciamo a vivere di più; tra i cuscini aroma di pace.

Lavora con noi… a titolo gratuito.

“Lavora con noi

Psichico 10/ Intervista collettiva sullo Stalking

Ciao alle mie amiche Ori e Pinuccia, vi consiglio questo libro di Costanza, anche lei amica virtuale, che parla di cose concrete. Un saluto!!!

bei zauberei

In questi giorni, trovate in libreria il mio manuale antistalking, edito dal melangolo – è appena uscito. E’ un libro scritto in modo semplice, con molte storie piccole, che servono a capire in concreto cosa è lo stalking e come una persona se ne può difendere. Ha anche un costo modico, e nel mio pensiero è destinato, soprattutto ma non solo, alle ragazze giovani che cominciano giustamente a godersela e ad innamorarsi, e si gettano nelle nuove relazioni. Questo libro è un po’ un libro per la loro allegria, e per questo si concentra più sulla comunicazione di come comportarsi in casi del genere che su grandi approfondimenti teorici, che forse sarebbero meno fruibili.
Pensando anche a questo, ho deciso che un buon modo per presentare il mio libro in rete, potesse essere una raccolta di domande, una sorta di intervista collettiva, su questo argomento. Ho lanciato la proposta e…

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Cena rumena a Perugia!

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Mirela è una giovane signora rumena che lavora in casa di Cristina, Rita e Antonio, il loro papà. Cucina benissimo anche le ricette italiane, ma sabato 8 febbraio ha voluto farci assaggiare alcune prelibatezze della sua terra. Sono riuscita a fare le fotografie prima che i piatti svanissero per trasformarsi in ottime calorie.

In realtà mi ha anche detto come si chiamano, confesso che non ho avuto la voglia di tirar fuori penna e taccuino, che mi accompagnano ovunque. Ho solo raccolto le immagini di una cena davvero divertente e ringrazio Mirela per la sua generosità e accoglienza. Il vino e le chiacchiere hanno fatto il resto di una bellissima serata in compagnia di persone speciali e amiche. Doti in estinzione, ultimamente!

Simo